Sabato, 23 Set 2017
Biospeleologia PDF Stampa E-mail

Gli animali cavernicoli più noti sono certamente i Chirotteri, o Pipistrelli, da sempre considerati il simbolo degli “abitatori delle tenebre”.
La Biospeleologia, cioè lo studio degli organismi viventi nelle grotte, nasce ufficialmente nel 1831 con la scoperta del primo insetto cavernicolo (cieco e depigmentato), il Leptodirus hohenwarti, nelle Grotte di Postumia, ma il termine Biospeleologia è stato coniato solo all'inizio del '900 e poi ridefinito da molti studiosi durante tutto lo scorso secolo.
Una definizione attuale di Biospeleologia potrebbe essere: “insieme di studi riguardanti gli organismi viventi negli ambienti sotterranei, sia nelle grotte che nelle intercapedini delle rocce,con definizione della loro ecologia, biologia ed identificazione sistematica”.

Migliaia di specie cavernicole, sparse in tutto il mondo, sono state descritte. Oltre ai pipistrelli, organismi che si incontrano frequentemente in grotta sono artropodi come i diplopodi, (i c.d. "centopiedi") i chilopodi, (i c.d. "millepiedi") e gli aracnidi (scorpioni, ragni, acari).

Dal 1986 il Gruppo Speleologico Neretino ha notevolmente contribuito alla studio della fauna ipogea. La scoperta in una grotta della provincia di Lecce di un maschio dell’Italodytes Stammeri antoniettae, dello pselafide Batrisodes oculatus, del carabite Trecus subnotatus e per la prima volta in Puglia del coleottero Tachys bisulcatis ha contribuito ad una conoscenza più approfondita di un aspetto della speleologia a volte sconosciuta. La ricerca in falda attraverso i pozzi e i piccoli laghi ipogei si e rivelata di fondamentale importanza per la scoperta di misidacei, anfipodi e termosbenacei troglobi. La collaborazione con il prof. Ruffo (Museo di Scienze Naturali di Verona), con il Dott. Magrini (Museo di Scienze Naturali di Firenze) e con il Prof. G.L. Pesce (Università dell’Aquila) studiosi già in passato della locale fauna troglobia, è stata determinante per la classificazione degli organismi rinvenuti.
Va sottolinetà l’importante scoperta in Albania dell’Albanogammarus inguscioi, un nuovo genere di crostaceo anfipode lungo 1 centimetro.


La botanica è un altro aspetto che carattezza l’ingresso delle nostre cavità, interessanti ecosistemi si sviluppano all’intorno e possono offrire spunti di studio notevole. Le Voragini di Barbarano (le più grandi del Salento) sono da anni al centro dell’attenzione del G.S.N.

 

 

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