Martedì, 25 Lug 2017
Spleologia urbana PDF Stampa E-mail

La speleologia urbana, anche detta speleologia in cavità artificiali, rivolge il suo interesse agli ambienti sotterranei realizzati dall'uomo nel suo lungo progredire verso le forme attuali di civilizzazione. Si ripercorre, così, la storia dell'uomo attraverso lo studio di ambienti sotterranei realizzati in epoche e con funzioni diverse. Le indagini sono indirizzate all'individuazione geografica e tipologica dell'ipogeo, all'analisi delle tecniche progettuali e degli utensili impiegati, alla comprensione degli scopi primari e secondari che hanno motivato la realizzazione di tali opere, alla comparazione fra lo status attuale del territorio e quello antecedente le modificazioni. La riscoperta, lo studio e la documentazione di strutture ipogee dimenticate, talvolta perché ormai inutilizzate, riveste grande interesse dal punto di vista storico, sociale ed antropolgico. Quest'attività si sviluppò in Italia già a partire dagli anni '60, grazie alla grande ricchezza di reperti del nostro sottosuolo e all'intelligente curiosità culturale degli speleologi. Nell'ambito delle attività del GSN di particolare interesse è stata la ricerca sistematica e lo studio delle “Trozze”, profondi pozzi interamente scavati a mano alla ricerca dell’acqua: una realtà della campagna neretina e del suo hinterland, la cui documentazione più antica risale al 1500. Il relativo articolo è pubblicato nella rivista della Federazione Speleologica Pugliese, Itinerari Speleologici.
Molti sono gli studi di rilievo condotti in ipogei cittadini come frantoi ubicati in vari comuni della provincia di Lecce e le antiche cave di Gallipoli. Negli anni 2003-2004 il GSN è stato impegnato nell'esplorazione dell'antico Acquedotto del Triglio, in provincia di Taranto. I risultati delle ricerche sono pubblicati nella rivista della SSI Opera Ipogea, 1-2 del 2006, pp. 33-50. Il gruppo si è occupato, in particolare, della definizione dell’assetto idrogeologico dell’acquifero alimentatore. A tale fine sono state condotte ricerche strutturali e stratigrafiche in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, avvalendosi delle tecniche di progressione speleologica nelle condotte d’acqua. E' stato inoltre constatato che una maggiore tutela dalle fonti di inquinamento potrebbe restituire all’opera idraulica la sua originaria funzione dispensatrice della risorsa più preziosa.

 

 

 

Google