Domenica, 28 Mag 2017
Speleologia subacquea PDF Stampa E-mail
La speleologia subacquea, praticata fin dagli anni '60 da un numero esiguo di appassionati provenienti per lo più dall'ambiente speleologico, si è rapidamente evoluta negli anni '90 sino a richiede la conoscenza di tecniche specialistiche e complesse. Dal momento in cui la roccia del soffitto si abbassa fino ad immergersi nell'acqua, si è completamente dipendenti dall'attrezzatura e dal proprio stato psicofisico. In questi ambienti le normali regole e tecniche di immersione, sufficienti in acque libere, non lo sono assolutamente anzi, talvolta, risultano pericolose. La squadra speleosubacquea è da sempre uno dei punti di forza del GSN. Molte grotte subacquee sono state scoperte, esplorate e rilevate, permettendo quindi agli studiosi di inteprendere le successive attività di ricerca.
La prima zona ad essere oggetto di esplorazione sistematica da parte degli speleosub del GSN è stata la costa compresa tra Santa Caterina e l'insenatura di Uluzzo. Il risultato fu l'individuazione e la descrizione di 7 cavità carsiche sommerse. Altre tappe importanti dell'attività speleosubacquea del gruppo sono state le esplorazioni di sifoni e risorgenze di complessi carsici degli Alburni e dell'Albania. Importante fu poi la scoperta della Grotta Lu Lampiune ad Otranto, un'ampia galleria freatica, notevolmente concrezionata, che si sviluppa per circa 90 metri di lunghezza e termina in mare con tre bocche che si aprono a circa - 25 metri.

Più recentemente sono state individuate, descritte e studiate negli aspetti biologici e geologici alcune grotte sommerse poste alla base del rilievo di Serra Cicora. Esse hanno accessi a quote comprese tra - 0,5 e - 5 m e sono costituite da cavità-riparo raccordardate con condotte di tipo freatico. Altre, anche con più accessi alla base e a pianta subellittica, presentano sulla volta lucernai quasi circolari e sembrano morfologie preliminari alle doline di crollo. Non a caso, accanto a tali grotte, si osservano depressioni derivate dal crollo più o meno completo di volte di altrettante preesistenti cavità. Nelle grotte sommerse, nei tratti illuminati prossimi agli accessi sono presenti colonie di Parazoanthus axinellae e di spugne Spirastrella, mentre negli ambienti più interni, notevole è la presenza di colonie arborescenti di Myriapora truncata. E' stata rilevata la presenza di Axinella cannabina su fondale fangoso, e Bonellia viridis su fondale sabbioso. Nei tratti più profondi e bui delle cavità, laddove il fondale assume una consistenza melmosa, sono stati osservati magnifici esemplari di Cerianthus membranaceus. Consistente è la presenza di alghe calcaree incrostanti, di colorazione variabile dal rosso al violaceo. Sono stati osservati anche esemplari di nudibranchi Peltodoris atromaculata intenti a nutrirsi su spugne Petrosia ficiformis. Frequente è inoltre la presenza di Apogon imberbis.
 

 

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