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24° corso/Uscita 1

Grotta Antonietta - Acquarica (Le)

 

13/05/2012

Prima uscita. Prima esperienza. Primo viaggio verso il centro della terra.

Che dire...

La grotta Antonietta è stata una piacevole scoperta che ha acceso sempre
di più la curiosità verso questa nuova, ma vera, passione.
Arrivati in situ, tra rovi, ulivi e timo selvatico, un robusto albero di fico
cerca di conquistare i raggi del sole oltrepassando la superficie della terra:
le sue radici affondano in quello che è l'inizio del paesaggio carsico;

ed è proprio esso che si rivela essere la porta d'accesso verso tutto un altro
mondo. Così si entra in un luogo oltre il tempo in cui strettoie e rocce
custodiscono creature mai viste e morfologie che incantano.
Entrare e pensare che tutto ciò che osserviamo è una testimonianza di migliaia
di anni di erosione e ruscellamento... mozza semplicemente il fiato!!
Entrare in grotta è allontanarsi dalle ansie della vita quotidiana, è
introspezione, è valutazione delle proprie capacità. E' un ritorno al passato
verso ciò che, per la prima volta, è stato definito casa.

Ilaria

Grotta Antonietta 13/05/2012
Sveglia presto. Nuovi amici che ti aspettano in
piazza. Mattinata perfetta con un tiepido sole alle prime ore.

Si parte: direzione Acquarica.

In auto poniamo varie domande ai nostri
esperti insegnanti che ci assicurano sarà solo una splendida, nuova
esperienza. E così è stato.
Arrivati nei pressi della grotta ci
prepariamo vestendoci, con questi ,per molti di noi, “nuovi indumenti e
accessori”…sembrava che andassimo in missione così conciati!

La Grotta
Antonietta è nascosta completamente da un grande albero di fico, che
sembra volerla proteggere tenendosela solo per sé; in effetti non avrei
mai pensato che sotto quei rami si nascondesse l’entrata per un nuovo
mondo..
Uno ad uno, aggrappandoci a questi grossi rami scendiamo alla
base dell’albero e attraversiamo strisciando una piccola apertura,
entrando finalmente nella grotta. Aria diversa, temperatura più  bassa
di quella esterna e silenzio, tanto silenzio.

Alzando il capo con la
mia piccola luce mi son ritrovata in un mondo parallelo: piccoli
insetti innocui che indisturbati proseguono nei lori intenti;

in un angolo all’entrata si notano delle piccole ghiande e noci rotte portate
sicuramente da qualche animaletto per consumarle indisturbato e poi
tante piccole goccioline d’acqua che scendono da minuscole stalattiti,
che si dispongono sul soffitto della grotta quasi come un cielo
stellato. Ogni roccia, modellata dall’acqua, assume una forma diversa
che la rende unica rispetto alle altre.
Con la supervisione dei nostri
insegnanti mi sento sicura nell’esplorare quelle cavità, strisciare e
attraversare piccoli e stretti passaggi della nostra grotta. Abbiamo
poi sostato per riposarci tutti insieme, parlando e scherzando dei vari
aspetti della preistoria, generalizzando su esperienze e ricordi, e
ascoltando i nostri esperti accompagnatori a momenti ci si dimenticava
di ritrovarsi sotto terra a vari metri di profondità dove regnava solo
tranquillità, tanto buio e un silenzio interrotti solo dalle nostre
risate e dai flash delle foto scattate.
Uscendo, siamo ripassati dagli
stessi ristretti passaggi, sempre aiutati e accompagnati dagli esperti
che ci ripetono continuamente l’importanza nel prestare attenzione nei
movimenti per non urtare e quindi creare danni alla biodiversità che
regna sotto terra.

Arrampicandomi sul nostro vecchio “guardiano” , mi
rendo conto che per oggi questa diversa, insolita e davvero bella
esperienza è giunta a termine.

Intanto mi proietto, impaziente, alla
prossima domenica…!

Cinzia.




 

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