Lunedì, 10 Dic 2018
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Grotta Mario Bernardini

Localizzata lungo la litoranea che da Santa Caterina porta a Sant’Isidoro, a poche centinai di metri dalla cala di Uluzzo si giunge in una località nota ai neretini come “rinaru”.

Sulla destra della strada si eleva una leggera piattaforma calcarea denominata Serra Cicora ove, a circa 35 metri s.l.m. (stessa quota di Grotta Serra Cicora A situata nelle vicinanze) si apre la Grotta M. Bernardini (fig 30).

Allo stato di ritrovamento il deposito riempiva la cavità fino alla volta.

Dopo il primo sondaggio effettuato dal Borzatti nel 1964 e 1967 (e successivamente nel 1971) nell’antegrotta, anche questo importante sito preistorico del Distretto di Nardò subì una devastazione del deposito da parte dei clandestini.

Essi praticarono uno scavo su tutta la superfice scoperta e fino alla profondità di 1 metro distruggendo in tal modo i livelli più recenti ed una sepoltura del Ferro: cocci e strumenti litici abbandonati ovunque erano ormai inservibili; purtroppo altri scavi passati e remoti, non clandestini ma ugualmente dannosi, hanno sconvolto gli strati inferiori fino quasi alla metà dei livelli del Paleolitico Superiore.

Lo strato A, di quasi quattro metri di potenza, documenta una fase sedimentaria e climatica continua in cui avviene il passaggio fra Musteriano e Paleolitico Superiore (taglio V) collocabile durante la fase di acme del Wϋrm III (di F. Bordes).

Dallo strato A allo strato D si ebbe una sedimentazione continua, senza lacune, che permette di seguire l’evoluzione dell’industria musteriana e di colmare le lacune culturali degli altri siti del Distretto preistorico di Nardò, fungendo da raccordo fra essi.

Secondo l’autore, il deposito di questa grotta coprirebbe un arco di tempo ininterrotto dal cata Wϋrm II all’acme Wϋrm III (circa 20.000anni, da 50.000 a 30.000 anni fa).

Industrie e culture:

  • Strato A (fig 32):
    • Tagli da I a V:  Paleolitico superiore arcaico di facies Uluzziana;
    • Dal taglio V fino alla base del Paleolitico Medio: musteriano finale di tipo Laquinoide;
    • Negli strati da B a D:
      • si sviluppa il musteriano di tipo La Quina analogo a quello di Grotta del Cavallo;
      • si evidenzia la presenza di valve di Meretrix (denominazione recente: Callista) sia nello strato B che in D.

Fauna:

  • Nei tagli da 9 a 6 dello strato D: Cervo, Cavallo, Asino idruntino (tagli 9-6 str D), Coniglio, Cinghiale, Bue primigenio, Lince, Lupo, Rinoceronte, tipici rappresentanti di climi freddi, ma anche temperature simili all’attuale. Le loro frequenze e i rapporti interspecifici possono indicare importanti variazioni climatiche e quindi ambientali, che si rifletterono sugli areali preferiti (Boscaglia – Foresta – Prateria) restringendoli o espandendoli.

Si ebbe come conseguenza un incremento o riduzione della densità di popolazione animale in relazione alle fasi climatiche. Questi aspetti paleoecologici andrebbero meglio indagati in collegamento a parallele analisi di flore fossili.

Raccordi:

  • Strato A tagli da I a V:
    • Grotta del Cavallo:  Str. D, E,
    • Grotta - Riparo Uluzzo C: Str. C,
    • Grotta di Uluzzo: Str. N, O, P.
    • Strato B:
      • Grotta del Cavallo: Str. F, I alto,
      • Grotta - Riparo Uluzzo C: Str. E, G alto.
      • Strato C:
        • Grotta del Cavallo: Str. I basso, M,
        • Grotta - Riparo di Torre dell’Alto: Str. B,
        • Grotta - Riparo Uluzzo C: Str. G basso,
        • Grotta - Riparo M. Zei: Str. A,
        • Grotta - Riparo Serra Cicora A: Str. B, C,
        • Grotta di Capelvenere.
        • Strato D:
          • Grotta - Riparo Serra Cicora A: Str. D, F.

 


Fonte: "L'acqua scolpi' un cielo di pietra" - Gruppo Speleologico Neretino - G. Dantoni, R. Onorato, Conte Editore

 

 

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