Domenica, 20 Gen 2019
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La Grotta riparo di Serra Cicora A

Localizzata poco dopo la baia di Uluzzo, percorrendo la strada litoranea in direzione Sant’Isidoro, sulla

leggera altura denominata “Serra Cicora” (località “Rinaru”), al momento della scoperta la grotta era completamente sepolta sotto il detrito di falda.

Le due campagne di scavo (fig.34) condotte dal prof. E. Borzatti von Löwenstern tra il 1978 ed il 1979, hanno evidenziato due stratigrafie differenti fra la porzione interna della grotticella e l’area antistante.

All’interno gli strati C,D,E,F contenevano industrie musteriane; segue superiormente lo strato B molto cementato con poca industria musteriana e quindi lo strato A, sterile di sabbie eoliche, sovrastato da suolo olocenico con scarse testimonianze del Ferro e del Bronzo: è in  questo strato che è stata rinvenuta una sepoltura umana del Bronzo priva di cranio.

La grotticella deve essersi chiusa a partire dal Wϋrm III (30.000 anni); all’esterno invece la presenza dello strato con paleolitico superiore indica che l’uomo vi stazionò anche in epoca successiva alla chiusura, sfruttandola come riparo.

 

 

 

Industrie e culture:

  • Paleolitico medio: Musteriano Laquinoide su calcare (fig36), lastrine calcareo-selcifere, selce con raschiatoi su valva di Callista chione.
  • Paleolitico superiore: Protoaurignaziano su selce e calcare selcifero (unico nel salento). Quasi assente l’Uluzziano.

Fauna:

Raccordi:

 

Deposito musteriano:

Deposito protoaurignziano:

  • Vadossi (Siena),
  • Vallombrosa (Toscana),
  • Riparo Mochi (Liguria).

Fase successiva all’Uluzziano, forse a 28-29.000anni (fase di Arcy, Nord Europa).


Fonte: "L'acqua scolpi' un cielo di pietra" - Gruppo Speleologico Neretino - G. Dantoni, R. Onorato, Conte Editore

 

 

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