Domenica, 20 Gen 2019
Uso e manutenzione delle corde PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca   

Uso e manutenzione delle corde: cause d'usura e rottura delle corde


Nel precedente numero abbiamo visto cosa è una corda: come è fatta e quali sono le principali

distinzioni fra corde in funzione della loro destinazione d’uso (lavori in quota, operazioni di soccorso,

alpinismo, speleologia, ecc).

In questa puntata ci occuperemo di come una corda deve essere usata e quindi manutenzionata.

Partiamo dall’inizio: l’acquisto e l’arrivo a casa.

Una corda nuova prima di essere usata deve essere opportunamente predisposta all’utilizzo; per fare

questo è necessario che la corda nuova sia riposta in acqua per 24 circa e successivamente trazionata

mediante un comune discensore classico; fatto questo, la corda va lasciata asciugare lentamente e

naturalmente senza essere esposta direttamente ai raggi UV (vedi effetto di depolimerizzazione) ed

evitando strane pieghe ed aggrovigliamenti che la potrebbero danneggiare prima ancora di essere

usata per la prima volta.


Queste operazioni sono indispensabili per due motivi:

  • Gestire il fenomeno di accorciamento in acqua che tutte le corde subiscono se pur  valori differenti:
    • una corda in acqua, o comunque a seguito di ripetuti lavaggi ed asciugature, subisce un accorciamento di circa il 4% (il valore è puramente indicativo e deve essere rilevato di volta in volta sulla nota informativa fornita dal produttore della corda: esempio); sarebbe come dire che, raggiunto il fondo di un pozzo di 100 metri, ci mancano 4 metri di corda per toccare terra: o saltiamo giù… oppure torniamo su sprecando un’intera giornata di entusiasmanti esplorazioni. Ovviamente il problema è molto più serio, perché quanto fin qui detto potrebbe essere causa di gravissimi incidenti.
  • Far sì che le maglie della calza si stringano evitando così sia lo spostamento di essa sull'anima, sia l’infiltrazione di materiale estraneo:
    • la calza, soprattutto nelle corde nuove, potrebbe non essere ancora ben stretta attorno all’anima e questo provocherebbe da un lato lo scorrimento della calza sull’anima inficiando notevolmente le caratteristiche tecniche della corda stessa e dall’altro, come abbiamo già detto, la possibile infiltrazione di materiale estraneo alla corda quali argilla, microcristalli e sporcizia in genere che potrebbero danneggiare la corda tagliandone i filamenti elementari che formano trefoli dell’anima e/o la calza stessa con le conseguenze che possiamo ben immaginare.

Ok. Abbiamo ben predisposto ed utilizzato le nostre corde nell’ultima uscita. Ed ora?

Al rientro da una esplorazione in grotta è opportuno anzi indispensabile che le corde (ma tutti i

materiali in genere) siano adeguatamente lavate controllate ed eventualmente manutenzionate e/o

dismesse.


Prima di tutto, dopo aver sciolti tutti i nodi, bisogna riporla per alcune ore e comunque in funzione

del tipo di uso che se né fatto (fango, acqua, salsedine marina, ecc) in

acqua a temperatura ambiante (o comunque <30°) e senza l’aggiunta di

additivi e/o solventi di alcun genere eccetto quanto indicato dal

produttore (generalmente saponi specifici forniti dal produttore

esempio -  o più semplicemente del normale sapone di marsiglia);

quando riterremo che l’ammollo a cui è stata sottoposta la corda, sarà

stato sufficiente ad

“ammorbidire” e/o magari sciogliere la sporcizia e le incrostazioni su di essa, procederemo a

spazzolarla utilizzando delle opportune spazzole

adeguatamente preformate facendo attenzione che l’azione di strofinio avvenga in acqua (in modo da

farorire  l’espulsione dei microcristalli rimossi dalle setole della spazzola) ed infine la riporremo ad

asciugare in modo naturale  magari in un luogo ben arieggiato ma non esposto a luce diretta e

comunque al riparo da raggi UV.

Una volta che la corda è stata ben lavata ed asciugata, è necessario anche verificarne lo stato con un

adeguato controllo tattile e visivo.


La verifica dello stato di una corda avviene mediante:

  • il controllo dell’integrità dell’anima:
facendola scorrere tra le dita, dobbiamo verificare se
presenta ingrossamenti o restringimenti o se, facendo
degli anelli, presenta degli angoli.
  • il controllo dell’integrità della calza:
verificando visivamente la calza appurando l’eventuale presenza di bruciature e/o tagli.

  • il controllo ed eventuale riassorbimento dello scorrimento della calza sull’anima:
facendo scorrere la parte eccedente di calza verso le estremità per poi eliminarla (esempio)

Nel caso si riscontrino dei difetti, è opportuno tagliare la corda almeno mezzo metro prima e mezzo

metro dopo il punto interessato e fondendo poi le estremità di ciascun spezzone ricavato per evitare

che si sfilaccino.


Per terminare vi ricordiamo alcuni accorgimenti che possono garantire una migliore tenuta e gestione

della corda:

  • non deve mai essere calpestata (durante alcune manovre, o in grotta o in esercitazione, può capitare inavvertitamente di metterci sopra un piede) a causa della possibilità di procurarle delle microlesioni;
  • durante le manovre non deve mai poggiare né contro spigoli né contro lame taglienti; anche il solo sfregamento sulla roccia rugosa può procurare, alla corda (in special modo alla calza), danni non trascurabili; eventualmente utilizzare degli opportuni paracorda, sacchi in pvc, ecc;
  • non deve entrare in contatto né con acidi né con solventi (neanche con i loro vapori); non deve essere lavata con acqua troppo calda, non deve essere trattata con detersivi, se non specifici per quel tipo di corda (vedi sopra);
  • sia il fango di grotta (che contiene microcristalli taglienti) sia l’acqua di mare (che evaporando deposita minuscoli cristalli di sali all’interno delle fibre) potrebbero provocare dei danni (rottura dei fili elementari) da non sottovalutare (vedi sopra);
  • tutte le corde devono essere costantemente controllate alla ricerca d'eventuali lesioni che devono essere assolutamente eliminate, asportando il tratto danneggiato e dividendo pertanto la corda lesionata in due o più parti.
  • La corda che abbia subito uno shock da caduta (la parte di corda interessata dalla sollecitazione dinamica) non deve più essere utilizzata ne come corda di progressione ne come corda di sicura.

(...nel prossimo numero: I nodi: confezionamento ed utilizzo dei nodi)

Il Gruppo Speleologico Neretino O.n.l.u.s. non assume alcuna responsabilità o responsabilità legale (inclusa la responsabilità per negligenza) per qualunque perdita, danno o lesione (morte compresa) che potrebbe derivare, sia direttamente che indirettamente, dall'acquisizione o dall'utilizzo dei contenuti pubblicati.


Fonti: "La corda e i nodi nella pratica speleologica" P. Salimbeni - Scuola speleologica di Cagliari della CNSS-SSI - http://www.cnss-ssi.it/1livello/Corda%20e%20nodi.pdf

BEAL S.A. - http://www.beal-planet.com

 

 

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