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Gsneretino Gruppo Speleologico - Nardò
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Giovedì 16 Febbraio 2012 13:28

Analisi geologico-ambientale e caratterizzazione idraulica del bacino idrografico del Torrente Asso

(Salento centro-meridionale)

questo il titolo della tesi discussa in seduta di laurea dalla Dottoressa Francesca Lagna dalla quale sono giunti i ringraziamenti al Gsn per la

documentazione ed i rilievi plano altimetrici delle vore oggetto di studio forniti dalla biblioteca e dall'archivio del Gsn.

Congratulandoci con Lei per il lavoro svolto e per il ben piu' importante traguardo raggiunto, La ringraziamo per la copia della tesi che ha voluto donare

alla biblioteca del Gsn.



 
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Mercoledì 08 Febbraio 2012 13:43

Un Museo/Acquario a Nardò: un’ottima iniziativa per promuovere il nostro Patrimonio Culturale e Naturalistico!

È di questi giorni la notizia di un’ottima iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del nostro Comune, assieme all’Università del Salento ed alla Provincia di Lecce.

Nell’ambito del Programma Europeo di Cooperazione Territoriale Grecia-Italia 2007/2013 è stato approvato un progetto, il cui acronimo è APrEH (Interdisciplinary Aquaria for the Promotion of

Relitto

Environment and History), per la realizzazione di un acquario-museo interdisciplinare a Santa Maria al Bagno, nei pressi del Museo della Memoria e dell’Accoglienza.

Il progetto, sulla sponda greca, coinvolge l’Università di Patrasso ed il Comune di Cefalonia.

Valorizzare il patrimonio archeologico e naturalistico sommerso lungo le coste neretine e lungoquelle dell’isola ionica greca, allestendo due strutture museali, rappresenta certamente un’ottima opportunità di soddisfare numerose esigenze educative, ricreative e promozionali del territorio.

Nardò ha sempre manifestato il suo debole per la Biologia Marina avendo assecondato la volontà del professore Pietro Parenzan di istituire (nel 1966) un Museo di Biologia Marina a Porto Cesareo (località neretina sino al 1976), accogliendo il quinto congresso nazionale della Società Italiana di Biologia Marina (nel 1973) e sostenendo, attraverso la volontà dall’Amministrazione Comunale presieduta dal compianto sindaco Nicola Borgia, il centro di ricerca/acquario che sorgeva a Santa Caterina e che, purtroppo, fu chiuso circa 15 anni fa.

Cerianti Nardò accoglie sul suo territorio importanti valori naturalistici e storico-archeologici che il Gruppo Speleologico Neretino cerca di tutelare e valorizzare da ben 39 anni. I fondali marini lungo la linea costiera comunale custodiscono relitti di ogni epoca e, primo tra questi, una nave oneraria romana del II secolo a.C. il cui abbondante carico di anfore è in parte stato recuperato ed attende, solo, di essere reso fruibile per il Pubblico.

Ippocampo

Il progetto APrEH vuole esporre imbarcazioni nella loro attuale situazione di rapporto col mezzo acqueo. Riproduzioni dei relitti più famosi dislocati lungo la costa neretina e greca verranno proposte immerse in un mezzo abitato dagli organismi marini che ora ne sono spettatori e, in molti casi, i nuovi padroni. Sarà certamente interessante spaziare, nella visita di questo nuovo attrattore culturale, tra ricostruzioni storiche, racconti di naufragi e rappresentazioni viventi degli scenari sommersi più suggestivi della nostra costa.

La proposta rappresenta certamente una interessante scommessa che potrà offrire qualcosa di diverso al turismo ed ai percorsi didattici delle scolaresche.


Link:

Disteba - Universita' del Salento

Universita' del Salento

University of Patras

Provincia di Lecce

Comune di Nardo'

Comune di Cefalonia

Osservatorio Interregionale Cooperazione Sviluppo - OICS

AffariItaliani.it

Corriere del Mezzogiorno

 
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Martedì 24 Gennaio 2012 20:52

Alla scoperta delle Grotte di Castellana

 

Ore 8:00, partenza da Nardò; destinazione: Castellana Grotte. L'occasione è la celebrazione del 74° anniversario della discesa del prof. Franco Anelli nella famosa grave, con la progressione commemorativa su corda degli speleologi.

Arrivati sul posto, uno sguardo per capire come si svolgesse la manifestazione, studiare le vie di discesa e poi subito a prepararsi. L'attesa si prospettava lunga visto l'elevato numero di speleologi presenti. Dopo un paio d'ore tocca a noi: Si va!

La discesa nella grave è uno spettacolo che lascia senza fiato soprattutto per chi, come noi, la viveva per la prima volta.

Giunti sul fondo, per i quattro del GSN, ecco la prima sorpresa: dal'ingresso per i turisti ci raggiungevano, scendendo comodamente le scale, altri due giessini...

Il direttore della Scuola del GSN preferisce le scale?!

A questo punto ci sembrava un obbligo continuare con una passeggiata all'interno della grotta per ammirarne tutte le bellezze, dalla Lupa Capitolina fino alla Grotta Bianca, passando per le innumerevoli e bellissime forme carsiche regalateci dalla natura.

Finita la visita, assunto un aspetto più umano e meno speleo, la giornata è terminata con un buon pranzo all'Assunta, tappa ormai rituale al ritorno da Castellana.

Alla prossima, con la speranza di tornarci in primavera e vivere di nuovo questa suggestiva grotta...

 

 
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Mercoledì 11 Gennaio 2012 13:09

Ed i pesci stanno a guardare

 

"...Era il 1977 quando un team del museo di storia naturale di Verona inizio' a condurre studi sistematici su dei ritrovamenti sporadici di organismi fossili di origine marina. ..."

Cosi' recita grosso modo un articolo apparso negli scorsi giorni sulla Gazzetta del Mezzogiorno, in cui si discute della scarsa attenzione che i neretini e, a più ampio raggio i salentini in generale, hanno sin ora rivolto al patrimonio fossiliero rinvenuto nel giacimento di Nardo'.

Tale interesse è ancor piu' "evindente" se si pensa che i 53 reperti dei circa 1500 scoperti recuperati e studiati durante gli scavi condotti a partire dalla fine degli anni 70, tra gli altri, dagli studiosi del Museo Civico di Storia Naturale di Verona ed esposti fino allo scorso ottobre 2011 nei locali del Museo Didattico del Gruppo Speleologico Neretino per concessione dell'Amministrazione Comunale di Nardo', I fossili esposti sono tornati negli scatoloni a causa dell'imminente, cosi' ci veniva detto (era l'ottobre 2011), trasferimento della sede del GSN presso una struttura adeguata ad alle esigenze espositive museali e bibliotecarie indispensabili ad una corretta fruizione e conservazione del patrimonio storico e scientifico del GSN messo a disposizione di tutti; trasferimento questo resosi necessario a causa dei lavori di ristrutturazione che stanno interessando il Monastero dei Monaci Carmelitani attuale sede del gruppo.

E cosi' che, come dicevamo, si puo' leggere di studi condotti dal prof. Louis Taverne dell'Universita' libera di Bruxelles e pubblicati sul bollettino del Museo Civico di Storia Naturale di verona; oppure ancora si puo' "sentir parlare" di Nardoveliver Altipinnis  o di Pycnodus Nardoensis senza nemmeno immaginare che si tratta di forme di vita vissute milioni di anni fa' sulle nostre terre, allora sommerse, e mai ritrovate altrove nel mondo e definite quindi quali olotipo della specie.

Continuiamo a meravigliarci quindi delle meraviglie che vediamo in tv o nei musei in giro per il mondo ma non apprezziamo, o quanto meno non nel modo in cui dovremmo, cio' che ha abitato le nostre terre ricche di storia e di storie.


Link:

Articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno

Il patrimonio naturalistico e fossiliero di Nardo'

Museo Civico di Storia Naturale di Verona

 

 

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